Le origini della mela: storia e leggenda per saperne di più



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Affermando che la mela fa parte della piramide alimentare dell’uomo dalla notte dei tempi, la scienza non fa altro che confermare ciò che miti e leggende suggeriscono ormai da molto tempo. Non è un caso, infatti, che la mela si sia diffusa in varie regioni dove sorsero alcune delle più floride e splendenti civiltà del mondo antico, cominciando dall’Asia Minore alla Mesopotamia, sue zone di origine, fino ad arrivare nell’Antico Egitto e poi in Grecia e in Europa. I Romani, come dimostrato dalla letteratura e dall’arte dell’epoca, la coltivavano diffusamente e la consigliavano come diuretico o rimedio per diversi problemi dell’apparato digerente.

In seguito alle invasioni barbariche ci fu però un profondo decadimento dell’agricoltura che ridusse i meli allo stato selvatico e fu così che i loro frutti si fecero sempre più lontani, in termini di qualità, da quelli tanto decantati dagli antichi. Soltanto dal XV secolo, in particolare grazie alle grandi opere di irrigazione, ad alcuni fortunati innesti e ai nuovi sistemi di fertilizzazione, si riuscì a produrre nuovamente un’ottima qualità di mele e di altri frutti che rappresentarono una notevole fonte di guadagno per l’Italia e l’Europa. Così nel XVI secolo la mela fu finalmente esportata in America e nello stesso periodo cominciò ad apparire nella pittura italiana, fiamminga e tedesca.

Da questo momento in poi la mela si diffuse sempre più come frutto, come rimedio naturale per il benessere e come ingrediente particolarmente indicato per dolci ma anche per antipasti, primi e secondi piatti.

La mela nella leggenda

Dopo tanto parlare di storia dobbiamo però ammettere che in realtà la memoria della mela si perde, quasi sempre, nelle leggende. Sono, infatti, numerosi i miti che testimoniano quanto questo frutto fosse conosciuto e apprezzato fin dall’antichità.

Si comincia con il frutto proibito, rappresentato a partire dal medioevo come una mela, che condanna Adamo ed Eva ad abbandonare il paradiso terrestre e diviene da allora simbolo di peccato, trasgressione e inganno, e si prosegue con il famosissimo pomo della discordia che, donato da Paride ad Afrodite in cambio dell’amore di Elena, fu causa di dieci anni di guerra a Troia. Forse meno conosciute ma altrettanto importanti nella mitologia sono le mele, frutti dell’immortalità del giardino delle Esperidi, che Ercole riuscì a conquistare nella sua undicesima fatica ma anche le tre mele d’oro che tentarono Atalanta facendole perdere la gara di corsa con Ippomene, che così la ottenne in sposa. E non è finita qui.

Infatti, dopo la mitologia greca è il turno della mela rossa avvelenata della fiaba di Biancaneve, della famosissima mela di Isaac Newton che cadendogli sulla testa mentre sonnecchiava sotto un albero lo portò a formulare la legge di attrazione universale, e di quella di Guglielmo Tell, eletto eroe nazionale svizzero, che per sottrarsi alla condanna a morte, data la sua abilità con arco e frecce, accettò di centrare una mela posta sulla testa del figlio e riuscì nell’impresa.

Infine, lasciando alle spalle la mitologia classica e quella post-moderna, arriviamo finalmente ai giorni nostri con la Apple e Steve Jobs, un visionario, un guru, una leggenda dell’informatica. E visti i precedenti – c’è da giurarlo – la mela sarà inevitabilmente protagonista di tante altre leggende contemporanee e future.

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